Come scrissi qualche tempo fa (le ultime trasgressioni di Amsterdam? e la chiusura dei coffee shop) Amsterdam sta cambiando. Per molti in meglio, per qualcuno in peggio... Il progetto chiamato 1012 (dal n° del codice di avviamento postale) che prevede in 10 anni di ripulire il Damrack - il grande viale che parte dalla stazione - dai coffee-shop, i sex-shop, i kebab e i negozi di souvenir (per sostituirli con parcheggi sotterranei e grandi magazzini stile Harrod's di Londra) non convince tutti e si stanno formando dei comitati contro la trasformazione che sta subendo Amsterdam e le farà perdere - a loro modo di pensare - la sua identità.Stessa sorte per l'Ouderkerksplein dove le "vetrine" da 500 passeranno a 250 nel giro di pochi anni. Tutto ciò non va giù (ovviamente) a Jan Otten, il proprietario di Casa Rosso e leader del neonato partito che manifesta continuamente per arrestare il cambiamento della città insieme ad intellettuali, giornalisti e gente comune. Uniti nella protesta anche i seguaci di "Ai! Amsterdam!" contrari alla chiusura anticipata dei locali ed al divieto di bere all'aperto oltre che all'aumento sproporzionato - sempre a loro modo di dire - dei controlli sanitari e della polizia.
Ma non è solo la parabola discendente dei quartieri a luci rosse a far perdere ad Amsterdam l'etichetta di città più trasgressiva e tollerante d'Europa . Tra pochi anni sui canali della zona Prinsengracht (foto in alto) non saranno più visibili le case galleggianti. Non essendo collegate alla rete fognaria comunale le barchette abitate dai figli dei fiori saranno dichiarate illegali.
Il fumo dello spinello verrà presto vietato (con l'esclusione dei residenti locali) e gli immobili sfitti di Frederikstraat, occupati da decenni dagli squat e dagli artisti anarchici dovranno essere evacuati. Legge & Ordine sono le nuove parole d'ordine dell'Amsterdam del nuovo millennio.
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